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3 step per migliorare la UX del tuo sito

3 step per migliorare la UX del tuo sito

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6 minuti
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Lauréline Saux

Noi di Kameleoon collaboriamo con Contentsquare per offrire ai nostri clienti il miglior ecosistema di soluzioni, dall’analisi comportamentale (ContentSquare) all’attivazione in tempo reale di questa conoscenza attraverso esperienze personalizzate (Kameleoon).

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Contentsquare.

Tutti almeno una volta nella vita abbiamo trovato quel sito non responsive sui dispositivi mobile, sul quale è difficile navigare o con contenuti difficili da leggere.

La user experience è quindi negativa: questa è anche la causa per la quale il 68% degli utenti abbandona un sito web.

L’ottimizzazione della tua UX è quindi uno step fondamentale per aumentare il conversion rate sul tuo sito.

1 Che cos'è la UX?

La User eXperience (UX) è la sensazione generale che un utente ha quando naviga su un sito web: è quindi il risultato dell’interazione di una persona con la tua interfaccia digitale.

Ottimizzare la user experience significa pensare al tuo sito web in modo tale che i visitatori possano vivere un’esperienza piacevole e priva di frizioni che consenta loro di compiere azioni in modo semplice.

Quali sono le differenze fra UX e UI?

La User Interface (UI) definisce l’aspetto grafico di tutti gli elementi di un sito con i quali il visitatore può interagire: CTA, menu, slider, ecc.

La User eXperience (UX) definisce un insieme di azioni destinate a rendere le interazioni con gli elementi del sito web più semplici e intuitive (elaborate da un UI designer).

QUANDO LA UX DI UN SITO È OTTIMIZZATA?

Per offrire la migliore user experience possibile è necessario apportare diversi tipi di migliorie: tecniche, ergonomiche, di progettazione, utilità e sicurezza.

Peter Morville, pioniere dell’architettura informatica, ha definito le caratteristiche che il tuo sito deve avere per offrire un’esperienza di qualità ai visitatori. Devi trovare un equilibrio tra queste diverse sfaccettature:

  • Utilità: può sembrare scontato ma il tuo sito deve essere utile per i tuoi visitatori. Ti chiedi se un sito web può essere inutile? La risposta è sì.
  • Usability: il tuo sito deve essere semplice da utilizzare.
  • Desiderabilità: l’aspetto del tuo sito deve far venir voglia ai visitatori di proseguire la navigazione.
  • Findability: si deve poter trovare facilmente ciò che si cerca sul tuo sito.
  • Accessibilità: il tuo sito deve essere accessibile alle persone con handicap.
  • Credibilità: il tuo sito deve essere credibile per essere di supporto al messaggio che vuoi trasmettere.
  • Validità: il tuo sito deve portare del valore aggiunto ai visitatori e mettere in evidenza il suo scopo.

Questi sono indicatori che ti permettono di identificare le aree di miglioramento per non perdere mai di vista l’obiettivo finale: offrire la miglior esperienza possibile ai tuoi visitatori.

2 3 step per ottimizzare la UX del tuo sito

L’ottimizzazione della UX del tuo sito è un progetto a sé che deve essere organizzato se vuoi ottenere il massimo. Ti proponiamo di passare in rassegna i tre step fondamentali per ottimizzare il tuo sito e offrire ai tuoi visitatori un’esperienza di qualità.

1. ANALIZZARE IL COMPORTAMENTO DEI TUOI VISITATORI

Prima di ottimizzare la UX devi capire che cosa si aspettano i visitatori e come si comportano sul tuo sito.

Con una buona conoscenza del comportamento del tuo pubblico sarai in grado di identificare le frizioni che ostacolano i tuoi visitatori e definire potenziali aree di miglioramento.

Per questo è possibile utilizzare gli strumenti di analisi comportamentale offerti dalla piattaforma Contentsquare.

Analizza come reagiscono i visitatori ai diversi elementi del tuo sito.

Per determinare quali sono gli elementi da ottimizzare devi comprendere come i visitatori utilizzano questi elementi.

Per farlo devi osservare le performance di ciascun elemento del tuo sito (banner, CTA, menu, elenco a discesa) ricorrendo a strumenti di analisi comportamentale.

Sarai allora in grado di generare insight e fare quindi osservazioni basate sullo studio delle tendenze del comportamento dei visitatori per comprendere le loro vere motivazioni.

  • Il tasso di click che indica la percentuale di visitatori che hanno cliccato su un elemento.

Capture CS heatmap taux de clic

  • Il tempo di esitazione che indica il tempo trascorso tra l’ultimo passaggio del mouse su un elemento e il click su di esso.

Capture heatmap temps d'hésitation

  • La revenue per click che classifica gli elementi della tua pagina in base al loro contributo al turnover del sito.

Capture heatmap revenu

Con una soluzione di “dati per area” come quelli di Contentsquare è possibile avere dati migliori rispetto a una classica heatmap in quanto arricchita di funzionalità che permettono di comprendere perché i visitatori si comportano in un determinato modo.

Comprendi il customer journey sul tuo sito

Per proporre una navigazione fluida che permetta ai visitatori di realizzare i loro obiettivi devi comprendere quali sono i percorsi che intraprendono naturalmente per convertire.

L’analisi del comportamento dei tuoi visitatori è una tappa essenziale per identificare i margini di miglioramento basandosi su dati concreti.

 Pierre Casanova
 Pierre Casanova
Chief Revenue Officer Contentsquare

Analizzando il comportamento dei tuoi visitatori potrai identificare il customer journey fino al pagamento, il punto in cui lasciano il tuo sito o ancora la percentuale di quelli che hanno aggiunto un prodotto al carrello.

Per rispondere a questo bisogno Contensquare ha sviluppato uno strumento di analisi del customery journey che permette di identificare in qualche secondo i punti forti e i problemi di navigazione del tuo sito grazie a un grafico sunburst.

sunburst CS analyse parcours client

Su questo grafico si può vedere per esempio la percentuale di persone che sono arrivate sul tuo sito tramite una pagina specifica, chi ha abbandonato il sito, da quale pagina, e, più in generale, il journey di ciascun visitatore, dall’entrata all’abbandono.

Confronta le performance del tuo sito con la media del settore

Per comprendere più a fondo i tuoi visitatori puoi confrontare le performance del tuo sito con quelle dei tuoi concorrenti.

In questo modo potrai identificare gli elementi che non funzionano. Si tratta anche di un indicatore per capire come si posiziona ciascun articolo rispetto alla concorrenza.

Con lo strumento di benchmarking di Contentsquare puoi accedere a dati di comparazione per ciascun elemento del tuo sito e scoprire come si classifica il sito in rapporto alla media del settore. Per esempio puoi capire se il tuo menù viene utilizzato maggiormente rispetto a quello dei concorrenti.

Tutti questi dati ti permettono di approfondire la tua conoscenza del comportamento dei visitatori per identificare le aree di miglioramento e priorizzare le azioni.

Grazie alle informazioni e agli insight raccolti con questa analisi puoi andare a sviluppare una strategia per migliorare i “pain point” (punti di blocco) del tuo sito e ridefinire la strategia in funzione del comportamento dei visitatori.

2. DEFINIRE GLI OBIETTIVI E I MARGINI DI OTTIMIZZAZIONE

Per far sì che l’ottimizzazione sia sensata deve essere inserita in una strategia globale, definendo quindi un obiettivo per organizzare il progetto, solitamente con l’aiuto di una roadmap. Qualche esempio?

Inizia in modo semplice

Concentrati soprattutto sulle ottimizzazioni più semplici e sulla correzione dei bug.

I bug (pagina 404, CTA che non funzionano, ecc) frenano drasticamente la navigazione degli utenti in quanto non possono proseguire il loro customer journey senza passare attraverso alcuni elementi. Per esempio se la tua CTA “Aggiungi al carrello” non funziona, è certo che l’utente non riuscirà a convertire sul tuo sito.

Concentrati poi sui miglioramenti più semplici che, a un costo inferiore, ti permetteranno di aumentare le conversioni. Ottimizza per esempio moduli o CTA, elementi decisivi del conversion funnel, facili da modificare.

Modificando il wording della sua CTA, Sofinco ha aumentato la domanda del 108%. Modificare un elemento molto semplice può portare a un guadagno in termini di conversion rate ed è per questo che i miglioramenti di questo tipo devono avere la priorità. Si chiamano “quick win” non a caso!

Priorizza le ottimizzazioni dal forte potenziale

Grazie all’analisi comportamentale dei tuoi visitatori puoi trovare le aree migliorabili con forte valore aggiunto.

Per esempio quando osservi che una pagina con un traffico elevato ha un basso conversion rate, significa che i visitatori non vogliono o non possono convertire. Esiste quindi un grande potenziale di ottimizzazione. Se andrai a ottimizzare la UX di questa pagina sarà maggiore il conversion rate dei visitatori.

Così ha fatto HelloBank! su una landing page: il traffico era molto alto ma il conversion rate basso. Dopo l’analisi sono stati identificati i punti di blocco e pensate le aree di miglioramento. Ottimizzando il design, il testo e il layout della pagina di destinazione, HelloBank! Ha aumentato il numero di domande di prestito del 23%.

Ottimizza il processo globale di conversione

Spesso è necessario intraprendere ottimizzazioni più sostanziali, specialmente durante una riprogettazione o perché, nonostante le ottimizzazioni, la user experience non è ancora ottimale.

Per ottimizzare il conversion funnel devi analizzare a fondo i tuoi visitatori e gli A/B test per assicurarti di non perdere potenziali conversioni. Inoltre, modificando tutti gli elementi in modo casuale potresti non essere più in grado di identificare i motivi di una perdita o di un aumento della conversione.

Assicurati quindi di condurre un’analisi rigorosa di ogni elemento del tuo sito e apportare modifiche una dopo l’altra.

Per distinguersi dai suoi concorrenti Renault ha voluto ottimizzare il funnel di creazione preventivi. Effettivamente dopo aver analizzato il comportamento dei visitatori, i team di Renault hanno identificato che la disposizione delle varie informazioni non era ottimale per portare i visitatori alla fine del funnel. Hanno quindi dovuto rivedere interamente il processo.

Grazie a un A/B test delle diverse pagine del suo conversion funnel Renault ha aumentato del 10% il numero di creazione preventivi e del 63% il numero di appuntamenti presi.

3. FARE A/B TEST PER CONVALIDARE LE TUE IPOTESI

L’A/B test è uno strumento indispensabile nel processo di ottimizzazione della user experience perché permette di selezionare la migliore versione di un elemento del tuo sito basandosi su risultati numerici.

Un insight non ha valore se non si può trasformare in azione: per Contentsquare era necessaria l’integrazione alla piattaforma di test e personalizzazione di Kameleoon e convalidare le ipotesi ottenute grazie agli insight raccolti sulla nostra piattaforma.
Pierre Casanova
Pierre Casanova
Chief Revenue Officer Contentsquare

Se vedi che un visitatore non clicca su una delle tue CTA, devi ottimizzarla. Quale colore scegliere? Che wording utilizzare?

Con un A/B test di una o più versioni dello stesso elemento puoi scegliere quella che dà i migliori risultati prima di integrarla definitivamente sul sito. In questo modo si ignorano i bias cognitivi per fare affidamento su risultati numerici e prendere quindi decisioni oggettive.

Dove fare un test?

Dacia ha testato 3 varianti per la sua homepage:

  • Una versione carosello dove si attendono 8 secondi per vedere la slide successiva.
  • Una versione carosello con una CTA più grande, un menù tabulare e la possibilità di scorrere da soli le diapositive. 
  • Una versione a mosaico con una CTA.

Secondo te qual è la variante vincente?

AB test dacia homepage

É la variante C che porta il click rate al 116% in rapporto alla variante A e rispetto al 16% della variante B.

Poco importano gusti e colori, è il comportamento dei tuoi visitatori di fronte a questi elementi a fare la differenza. Naturalmente l’ottimizzazione della UX del tuo sito è una pratica iterativa che deve costantemente adattarsi alle nuove aspettative degli utenti e ai tuoi obiettivi.

L’A/B test è quindi il migliore strumento decisionale per ottimizzare la UX in quanto permette di identificare la versione più efficace di un elemento, e questo per un’audience in continua evoluzione.

3 Sfrutta la personalizzazione per individuare l’esperienza dei tuoi visitatori

Oggi i visitatori si aspettano di vivere esperienze personalizzate, che rispondano direttamente alle aspettative e ai bisogni nel momento della visita. L’ottimizzazione di un sito realizzato in maniera “massiva”, cercando la migliore ergonomia per l’audience intera, permette di guadagnare punti in conversione, ma non risponde alle aspettative dei visitatori.

La personalizzazione è una pratica che permette di rendere uniche le esperienze di ciascun visitatore. 

Così come fa il venditore di un negozio che osserva i clienti e adatta il suo modo di parlare e il suo approccio in base a ciò che percepisce nelle intenzioni del cliente, una strategia di personalizzazione online ti consente di adattare l’esperienza dei tuoi visitatori in base ai loro interessi e comportamenti.

In questo modo puoi offrire a ciascun visitatore l’esperienza che più gli appartiene.

L’esempio di Cdiscount

Prendiamo l’esempio di Cdiscount che personalizza la sua homepage sulla base degli interessi dei visitatori per offrire a ciascuno l’esperienza più adatta.

L’homepage del sito di Cdiscount è il luogo in cui vengono proposte offerte, ma è uno spazio limitato. La sfida è quindi quella di essere in grado di ottimizzare questa pagina in modo da migliorare l’esperienza di ogni visitatore.

Cdiscount avrebbe potuto fare un A/B test su diverse configurazioni per la sua homepage e selezionare la versione vincente per implementarla sul suo sito.

Tuttavia non tutti i visitatori sono interessati alle stesse offerte, prodotti o messaggi. Quindi i visitatori che non hanno gli stessi gusti della maggior parte del pubblico non saranno interessati alle ottimizzazioni pensate a livello globale.

Ecco perché Cdiscount ha iniziato a utilizzare l’algoritmo predittivo, individuando in tempo reale l’esperienza di ciascun utente.

Gli algoritmi predittivi analizzano il comportamento dei visitatori sul tuo sito per calcolare la probabilità di conversione o una preferenza per un prodotto, un messaggio o un’offerta.

Con la piattaforma di personalizzazione AI di Kameleoon, Cdiscount ha personalizzato la disposizione delle offerte sulla homepage sulla base delle preferenze di ciascun visitatore per una categoria di prodotti. Piuttosto che proporre la stessa offerta a tutti è meglio indirizzarle a quelli che con più probabilità risponderebbero positivamente. 

Due visitatori presenti nello stesso momento sul sito non vedono le stesse offerte.

Personnalisation homepage Kameleoon

Con la personalizzazione puoi agire su ciascun elemento del tuo sito per creare l’esperienza perfetta per ciascun visitatore. 

Il targeting non impedisce di modificare l’esperienza dei visitatori non interessati a determinati messaggi e offerte, cosa che invece non accade con azioni massive.

Ecco qualche esempio di personalizzazione per migliorare l’esperienza dei visitatori:

  • Personalizzare le offerte:

Toyota propone delle prove veicolo ai visitatori con alte probabilità di conversione: +97% di lead generati. Per saperne di più>

Cdiscount personalizza le sue promozioni: ROI x2. Per saperne di più>

  • Personalizzare la navigazione:

Routard mostra il pop-in di iscrizione alla newsletter al momento giusto: +76% degli abbonamenti. Per saperne di più >

Meetic invia notifiche ai suoi visitatori senza disturbarli: prenotazione agli eventi x3. Per saperne di più>

  • Personalizzare i contenuti:

ClubMed personalizza la homepage per universi: numero di sessioni per visitatore + 18%. Per saperne di più >

Routard personalizza la homepage in funzione degli interessi del visitatore: consultazione dei contenuti x4. Per saperne di più >

Trovi altri esempi nelle nostra biblioteca risorse.

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Lauréline Saux
Content Marketer per Kameleoon, Lauréline analizza i feedback di clienti e consulenti per condividere le migliori prassi di ottimizzazione della conversione.